La ricorrenza prende spunto dalla peste bubbonica che colpì il Nord Italia tra il 1630 e il 1631 (la stessa peste della quale scrive Manzoni ne “I promessi sposi”). Il contagio arrivò sull’isola attraverso alcuni ambasciatori da Mantova in visita proprio per chiedere aiuto alla Serenissima Repubblica di Venezia.
Vani furono i tentativi di proteggere la popolazione dal rischio di contagio della malattia. In breve tempo si scatenò un’epidemia così virulenta da minare la sopravvivenza della città stessa. Per effetto della peste tra i primi a morire in pochi giorni furono il doge Contarini e il patriarca Tiepolo.

Nella fase più acuta della peste il governo della Repubblica organizzò una processione di preghiera alla Madonna della durata straordinaria di tre giorni e tre notti. Il 22 ottobre 1630 al termine del raccoglimento il doge fece voto di costruire un tempo di grandiosa solennità qualora Venezia fosse riuscita a debellare la peste. Poche settimane dopo il voto, l’epidemia inizio ad arrestarsi regredendo poi in modo definitivo nel novembre del 1631.

Da allora il 21 novembre si celebra la festa della Madonna della Salute comunemente chiamata “La Salute”.

LA BASILICA E I SUOI DINTORNI

La costruzione della basilica della Madonna della Salute fu una decisione risalente al 22 ottobre 1630 (la fine della processione di preghiera). Dopo ben 56 anni di lavoro, il 9 novembre 1687 la basilica venne consacrata e consegnata ai veneziani.

La Madonna della Salute è una basilica dalla mole imponente che si caratterizza per una grande armonia delle masse. Il suo interno è costituito da un corpo centrale a pianta ottagonale lungo i cui lati si elevano altrettante arcate divise da colonne composite.

Ma non è solo l’architettura della basilica in sé a essere meritevole di attenzioni. Nelle due sacrestie sono raccolte infatti opere d’arte di notevole importanza: a sinistra della chiesa si trovano il seminario patriarcale e la pinacoteca Manfrediniana. Da visitare il chiostro della basilica sul cui porticato sono infissi lapidi e iscrizioni di antiche chiese e monasteri abbattuti o soppressi.

LA FESTA OGGI

A tutt’oggi la festa della Madonna della Salute rappresenta un appuntamento per i veneziani (e gli abitanti della terraferma) con la città. Il 21 novembre la città diventa meta di pellegrinaggio.

Nella basilica vengono celebrate messe e rosari per tutta la giornata. Per facilitare il pellegrinaggio viene installato un ponte provvisorio che collega Santa Maria del Giglio con la sponda opposta del canale.

L’installazione del ponte di barche è tipica di questa festa ed è la festa del redentore, per la quale l’isola della Giudecca viene collegata alle zattere con un ponte di barche, anche se recentemente nella giornata della maratona di Venezia la punta della dogana viene collegata attraverso un ponte provvisorio con la zona del Vallaresso.

Insieme al 25 aprile, festa di San Marco, la Madonna della Salute è un giorno festivo.

IL PIATTO “DELLA SALUTE”

La castradina (o “castradina s’ciavona”) è il piatto tradizionale per la festa della Madonna della Salute. Si tratta di carne di montone castrato, salata, affumicata e seccata importata un tempo dai veneziani dalla Dalmazia (la “S’ciavona”), ma oggi di origine nostrana. Ha un sapore piuttosto forte e per poterla gustare al meglio deve essere cotta molte ore (almeno quattro) con mezza giornata di intervallo prima di terminarne la preparazione ed eliminarne il grasso in superficie.

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